Cofanetto eburneo degli Embriachi

Tra i cofanetti eburnei presenti nella Costa d’Amalfi, il meglio conservato è quello della Collegiata di Santa Maria a Mare a Maiori. Manca, infatti, solo una formella su uno dei lati corti. Dalle notizie storiche note, sembra che l’opera, utilizzata come reliquiario, sia arrivata a Maiori agli inizi del Cinquecento per volontà del prevosto della Collegiata, l’urbinate Guido di Bonaventura. La datazione della cassetta è al quarto-quinto decennio del sec. XV, considerandola un prodotto della seconda bottega degli Embriachi.
Sui lati lunghi è raffigurata la novella medievale di Stella e Mattabruna. La prima è la moglie del re Orient de l’Illefort, del quale la seconda è la madre. Sono, quindi, nuora e suocera. Secondo la leggenda quando la giovane partorisce sette gemelli, la suocera ordisce un complotto ai suoi danni, facendo sostituire i piccoli con sette cagnolini neonati. Il primo riquadro del lato lungo, composto di quattro lamine istoriate, contiene questa parte del racconto e vi si distingue una donna con un sacco pieno di cagnolini che li mostra ad un re. Nel secondo riquadro si vede una donna che confabula con un giovane e gli consegna un cesto pieno di bambini che viene portato via e lasciato in un luogo disabitato. Il racconto prosegue con Mattabruna che consegna i nipoti ad un servo per portarli in aperta campagna ed ucciderli. Ma il servo, impietositosi, li abbandona lasciandoli al loro destino. Sul primo lato corto si vede il cesto che viene scoperto da un monaco, il quale prega il signore di aiutarlo a far vivere i piccoli neonati. E gli appare una cerva, che nella tradizione paleocristiana e medioevale esprime la rappresentazione simbolica di Cristo. Nel successivo riquadro lungo, nel primo scomparto è raffigurata la cerva che allatta i piccoli, i quali vengono, quindi, raffigurati grandi cervi con il monaco che insegna loro la lettura. Mattabruna venuta a conoscenza della sopravvivenza dei bambini ordina ad un suo complice di ucciderli tutti. Ma l’uomo, dopo averli rintracciati, si limita a rubare loro la collana d’oro della loro origine regale. Il furto, però, riesce solo per sei bambini, i quali vengono trasformati subito in cigni, come si vede nel volatile nell’angolo superiore dell’ultima piastrella. Sull’ultimo lato corto, quindi, viene raffigurato un angelo che compare all’eremita per rivelargli il complotto di Mattabruna, teso ad incolpare ed ingannare Stella se non avesse dimostrato la sua innocenza. Il vecchio, allora, con l’ultimo bambino si reca al castello per scagionare la giovane regina (manca l’ultima formella che avrebbe completato l’opera).